Profilo familiare, biografico e sociale
A cura di Federico Lucignano ed Elisa Orsi
Profilo familiare
Il poeta è riconducibile al ceppo parentale che trova il suo capostipite nel giudice Orbicciano, attivotra la seconda metà del XII secolo e i primissimi anni del secolo successivo. Si tratta di una figura che rivestì un ruolo assai significativo nel panorama sociale lucchese, il cui rilievo ha attirato l’attenzione degli storici. Accompagnata da una posizione non trascurabile nell’ambito della clientela vescovile, la sua attività di magistrato nelle corti di giustizia (Curia dei Treguani, Curia delle Querimonie, Curia dei Foretani) si snoda per quasi cinquant’anni. L’attività di giudice si affiancava alle frequenti nomine nel ruolo di arbitro nell’ambito delle ricomposizioni «stragiudiziali» nelle controversie tra attori di alto livello sociale, a certificazione della rilevanza da questi assunta. La caratura di Orbicciano tracciò la linea delle scelte in ambito sociale delle generazioni successive del gruppo familiare ( Orsi-Lucignano 2025). Uno dei figli, Riccomo, spesso accompagnato dalla titolatura causidicus, fu anch’egli attivo come Console nelle curie cittadine. Minori notizie abbiamo riguardo a un altro dei figli di Orbicciano, Perfetto, padre di Bonagiunta Orbicciani. Sia Bonagiunta che il fratello Lotterio (del quale si sa assai poco) intrapresero, come i familiari, la professione notarile.
Profilo biografico
I dati biografici relativi a Bonagiunta Orbicciani per lungo tempo sono stati ricavati da un pugno di documenti compreso nel quindicennio tra gli anni 1242 e 1257 (Parducci 1905, Luiso, 1927, Guidi, 1929). Gli studi più recenti (Orsi - Lucignano 2025) hanno permesso di aggiungere al corpus di documenti archivistici riguardanti il rimatore lucchese un nuovo documento datato 3 dicembre 1274, permettendo così di ampliare di diciassette anni la forbice cronologica relative alle attestazioni in vita di Bonagiunta. Già nel primo documento datato 1242 Bonagiunta appare con il titolo notarile. Si può dunque affermare con certezza, date le disposizioni legislative lucchesi del tempo, che Bonagiunta avesse in quel momento almeno 18 anni, età minima per esercitare la professione di notaio. La documentazione pervenutaci riguarda in larghissima parte la sua attività lavorativa, che si svolge esclusivamente in ambito pubblico; d’altronde è possibile ricostruire con un certo grado di verosimiglianza la sua parabola di carriera. Fin dai primi atti notarili in nostro possesso è possibile notare una decisa prossimità nei confronti della Curia dei Treguani, apparendo spesso come testimone in occasione di sentenze e come trascrittore di atti correlati. Nel 1257 egli è tra l’altro attestato come Scriba Publicum della Curia. Nel frattempo, nel 1250, egli ricopre la carica di esecutore delle sentenze del Comune di Lucca. Il documento datato 1274 conferma la permanenza nell’ambito cittadino di Bonagiunta ma non spiega quello che appare un improvviso arresto della vita professionale. L’ultimo atto che vede come protagonista Bonagiunta è l’unico che non lo vede coinvolto nell’esercizio della professione (si tratta della cessione a una terza persona di un credito vantato dall’Orbicciani nei confronti di un debitore). Alcuni studiosi hanno ipotizzato un esilio da Lucca, evenienza che appare quantomeno controversa e di difficile accoglimento a un esame dell’ambiente cittadino del periodo.
Profilo sociale
Bonagiunta può essere sicuramente collocato nel milieu dei professionisti di medio livello dell’esercizio della professione giuridica, come, prima di lui, i familiari. Il poeta risulta saldamente incardinato, almeno nel quindicennio compreso tra 1242 e 1257, nell’ambito di incarichi rilevant all’interno della burocrazia comunale, sebbene non rivesta ruoli di natura decisionale. Le posizioni che il poeta ricopre erano generalmente propedeutiche a una carriera professionale e politica di alto livello (Poloni 2009); una prospettiva, tuttavia, che nel caso di Bonagiunta risulta disattesa, per ragioni che ad oggi non siamo in grado di determinare.