L’evento ricorda i processi di stregoneria avvenuti a Triora tra la fine dell’estate 1587 e l’estate 1589, nell’alta Valle Argentina. In pieno periodo di caccia alle streghe iniziata dall’Inquisizione, degli abitanti di Triora individuano una ventina di “streghe” che sarebbero all’origine della carestia subita da loro, fra cui ragazze. Sono accusate di reato contro Dio, commercio contro il demonio e omicidio di donne e bambine. Nel 1588, tredici sono giudicate colpevoli e sottoposte alla tortura per denunciare le loro “complici”. Alcune muoiono sul rogo, altre gettandosi dalla finestra (tentate dal diavolo secondo il sacerdote) o ancora mentre erano recluse nelle carceri di Triora o Genova.
Nel 2025 è stato celebrato sia il cinquantesimo anniversario dell’Agosto Medievale, sia più nello specifico la storia della famiglia Lascaris-Ventimiglia, una delle più importanti dinastie nobiliari locali, legata anche all’Impero bizantino. In particolare, sono state rievocavate le origini della casata, nate dal matrimonio del 1361 tra un conte di Ventimiglia e una principessa bizantina; il ruolo politico e militare della famiglia tra Liguria, Provenza e area sabauda; personaggi storici della dinastia (conti, nobildonne, alleanze, intrighi) e il periodo di massima espansione e influenza della contea attraverso cortei, scenografie, piazze tematiche e il Palio Marinaro.
Il Ritorno dei Doria rievoca la data di acquisto di Loano da parte dei principi Doria, Giovanni Andrea Doria e sua moglie Zenobia del Carretto, avvenuto il 2 luglio 1575: la città torna alla famiglia dopo averne perso la proprietà nel 1505, quando Corrado II Doria la vende a Gian Luigi Fieschi. L’evento viene celebrato in parte per la modernizzazione della città che i principi hanno fatto realizzare e che fanno passare Loano da un borgo a una città imperiale. In particolare, sono all’origine della costruzione della chiesa e del convento di Sant’Agostino, del complesso Carmelo e del Palazzo Doria.
Nel 1306 Dante, ospite dei Malaspina in Lunigiana, fu incaricato da Franceschino di Mulazzo di mediare la pace tra i Marchesi e il Vescovo di Luni, dopo anni di conflitti per il controllo di castelli e territori. Due atti del 6 ottobre 1306 attestano il suo ruolo di procuratore nella stipula della cosiddetta Pace di Castelnuovo, che sancì una riconciliazione formale tra le parti, con annullamento di condanne e restituzione dei beni occupati. L’episodio rappresenta una delle rare testimonianze documentarie dell’attività diplomatica di Dante durante l’esilio.
L'imbarco a Sestri Levante di Elisabetta Farnese, duchessa di Parma e futura regina di Spagna, avvenuto nel 1714 in occasione del viaggio verso Genova e successivamente verso la Spagna.